Come dicevo nel post della pastiera napoletana, a Pasqua è il momento dei dolci con la ricotta, e in casa mia da sempre si preparano le pittarelle. Si tratta di panzerotti ripieni di crema alla ricotta e cannella tipici calabresi, che, come spesso accade con pietanze della tradizione regionale, assumono nomi diversi a seconda della zona. Sono, infatti, molto più famose con il nome di cassatelle (da non confondere con quelle siciliane), chinulilli, nepitelle o pitticilli.
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venerdì 25 marzo 2016
Pittarelle (chinulilli/nepitelle/cassatelle/pitticilli) pasquali con la ricotta calabresi
Come dicevo nel post della pastiera napoletana, a Pasqua è il momento dei dolci con la ricotta, e in casa mia da sempre si preparano le pittarelle. Si tratta di panzerotti ripieni di crema alla ricotta e cannella tipici calabresi, che, come spesso accade con pietanze della tradizione regionale, assumono nomi diversi a seconda della zona. Sono, infatti, molto più famose con il nome di cassatelle (da non confondere con quelle siciliane), chinulilli, nepitelle o pitticilli.
domenica 13 dicembre 2015
La cuccìa dolce calabrese di Santa Lucia
La cuccìa è un dolce tradizionale a base di grano cotto preparato per il 13 dicembre, giorno di Santa Lucia, ed ha origini antichissime. Il termine, infatti, sembra che derivi dalla parola greca ta ko(u)kkìa (i grani) e le origini del dolce sono da ricercarsi proprio in Grecia, dove già in epoca cristiana veniva preparato in occasione della Commemorazione dei defunti. Dalla Grecia poi la tradizione si è diffusa fino ad arrivare all'Italia meridionale, radicandosi particolarmente in Sicilia, Calabria e Puglia. Ma mentre in Puglia - dove la pietanza viene chiamata colva ed è condita con chicchi di melograno, fichi secchi, uva, noci, mandorle, vincotto - la tradizione è rimasta legata al giorno dei morti, in Sicilia e Calabria è legata alla festa di Santa Lucia. Pare, infatti, che nel 1646 fosse in atto una gravissima carestia, ma che proprio il 13 dicembre una nave carica di grano approdò a Palermo (o secondo altri, a Siracusa, città della Santa). La gente, affamata, non aspettò di trasformare il grano in farina per il pane ma lo bollì e mangiò subito. Santa Lucia venne ritenuta l'artefice del miracolo e, da allora, ogni 13 dicembre in Sicilia non si mangiano prodotti fatti con grano raffinato e si ripete il rito del grano bollito. Da qui nasce la cuccìa siciliana, condita con l'immancabile crema di ricotta, sostituibile con crema al latte, cioccolato e canditi, in particolare la zuccata (zucca candita).
Qui in Calabria, invece,
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